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Come accedere al mutuo INPS ex-Inpdap: caratteristiche e requisiti

L’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale), a cui dal 2012 fa riferimento anche la gestione ex-INPDAP, offre la possibilità di richiedere Mutui INPS anche per l’acquisto o ristrutturazione di un immobile.

Tuttavia all’interno dell’apposito Regolamento (scaricabile sulla pagina dedicata ai mutui ipotecari del sito ufficiale INPS) sono presenti una serie di requisiti, limitazioni e caratteristiche da rispettare per potervi accedere.

Ecco, dunque, una breve guida che ti aiuterà a comprenderne vantaggi, svantaggi e modalità di richiesta.

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Condizioni e Requisiti d’accesso per i Mutui INPS ex-Inpdap 2023

Anche per il 2023 le domande di accesso ai Mutui INPS possono essere presentate dai dipendenti pubblici e statali (con contratto di lavoro a tempo indeterminato) o dai pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, con anzianità di iscrizione e contribuzione di almeno un anno.

L’importo massimo che può essere finanziato, sia come mutuo di acquisto che di surroga prima casa, è di 300 mila euro. La percentuale massima finanziabile del valore stimato dell’immobile può arrivare fino al 100%. Per le altre finalità invece sono previsti importi massimi ridotti, ovvero:

max 150 mila euro (e comunque entro il 40% della perizia sul valore stimato dell’immobile) per ristrutturazione e manutenzione straordinaria e ordinaria;
max 75 mila euro per la costruzione o l’acquisto di un box, garage o pertinenza;
max. 100 mila euro per la frequenza (dell’iscritto o di un familiare) di corsi Universitari e/o Master in Italia o all’estero;
max 6.000€ aggiuntivi per eventuale liquidità atta a coprire le spese della perizia giurata o della copertura assicurativa.
Le durate tra cui scegliere vanno da un minimo di 10 anni fino ad un massimo di 30 anni, con intervalli di 5 anni (cioè 15 anni, 20 anni, 25 anni). Se la richiesta viene fatta da chi abbia già compiuto 65 anni, la durata massima non può superare i 15 anni. Durata massima di 15 anni anche per il mutuo con finalità studio.

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I tassi di interesse in vigore al 6 settembre 2023 sono:

per il mutuo a tasso fisso: varia in base alla durata ed alla percentuale di intervento (LTV) secondo la tabella riportata nella seguente nota informativa, partendo da un TAN minimo di 0,42% ad un massimo di 1,78% per quanto riguarda i mutui con finalità di acquisto o manutenzione, mentre per i mutui con finalità studio il TAN oscilla tra lo 0,70% e l’1,20%;
per il mutuo a tasso variabile è dato da uno spread pari al 2% con l’indicizzazione all’Euribor a 3 mesi. Le epoche di revisione dove si rileva il tasso di interesse sono il 31 marzo, il 30 giugno, il 30 settembre ed il 31 dicembre di ogni anno.
E’ da tenere in conto anche un’aliquota pari allo 0,5% dell’importo mutuato volta a coprire le spese amministrative. Inoltre sono a carico del mutuatario anche la perizia, l’iscrizione dell’ipoteca e le spese notarili.

Molto interessante è stata l’introduzione nel 2015 dell’opzione di passaggio dal tasso fisso al variabile e viceversa. Secondo il nuovo Regolamento, infatti, a tutti i tipi di Mutuo INPS è associata la possibilità di poter comunicare all’Ente la volontà di voler passare all’altro tasso (se si ha un variabile si passa al fisso, e se si ha il fisso al variabile).

Questa facoltà non prevede l’applicazione di costi e può essere esercitata una sola volta per tutta la durata del piano di ammortamento, a partire però dal secondo anno di regolare pagamento delle rate trimestrali.

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Come si deve presentare la domanda?

La domanda di mutuo va presentata esclusivamente per via telematica dall’apposita sezione del portale INPS, attraverso la propria area riservata. Nella domanda è obbligatorio indicare:

finalità della richiesta (acquisto, manutenzione o studio);
importo richiesto;
CAP dell’immobile in questione;
codice fiscale di un eventuale cointestatario dell’immobile.
Dopo una prima verifica da parte dell’INPS, si dovrà confermare e protocollare la richiesta entro 5 giorni, sempre per via telematica, ed in seguito sarà richiesto di allegare la perizia giurata e la relazione notarile preliminare.

Una volta ottenuta conferma, i tempi di erogazione sono solitamente entro 120 giorni dalla data di protocollazione della domanda e secondo modalità che variano in base alla finalità per cui si è richiesto il mutuo, secondo quanto riportato nel Regolamento.

L’INPS è stato dotato di un software che permette di effettuare delle simulazioni sul calcolo rata del mutuo sia fisso che variabile. La consultazione di questo programma, che serve per poter valutare e simulare il piano di ammortamento, è libera e non richiede registrazione o login.

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Finalità del mutuo Inps per privati

Le domande di mutuo INPS sono destinate all’acquisto dell’abitazione principale o alla surroga della sola casa di proprietà (ci sono delle eccezioni nel caso di possesso di quote di immobili residenziali). Nella remota possibilità di una rimanenza nel fondo stanziato, si può richiedere il mutuo per l’acquisto della seconda casa, ma a condizione che sia ad oltre 150 chilometri da quella di proprietà.

Quando presentare la domanda?

Affinché sia valida, la richiesta deve essere inviata nell’arco temporale che va dal 15 Gennaio al 15 Dicembre di ogni anno.

Come avviene la valutazione delle richieste di mutuo?

La soddisfazione delle domande avviene sulla base dell’ordine cronologico di presentazione. Se le domande eccedono la disponibilità degli importi stanziati, per il loro soddisfacimento viene redatta una graduatoria nazionale mensile, sulla base della composizione del nucleo familiare e del reddito del richiedente e, in base alle posizioni, vengono via via soddisfatte le richieste di mutuo.

Qualora in questa fase il richiedente dovesse decedere, possono subentrare il coniuge e i figli, effettuando una domanda di successione sul mutuo ipotecario. La consultazione della graduatoria può essere fatta online, senza obbligo di login.

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Come avviene il pagamento delle rate?

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, questi saranno rimborsati a mezzo rate fisse mensili con addebito sul c/c bancario o postale intestato al mutuatario.

Il rimborso dei mutui a tasso variabile, invece, avverrà a mezzo MAV. I vari Mav precompilati possono essere scaricati dal sito dell’INPS, nell’apposita sezione all’interno della propria area personale. Il pagamento potrà essere effettuato esclusivamente tramite il canale PagoPA.

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Il percorso da seguire sul sito dell’INPS per trovare e scaricare i Mav è il seguente:

andare sulla pagina home dell’INPS;
selezionare Servizi online;
scegliere il Portale dei Pagamenti;
selezionare Accedi al portale (è in basso alla fine della pagina);
scegliere il link Mutui Gestione Dipendenti pubblici;
selezionare la voce Entra nel servizio;
inserire codice Pin e dati richiesti.

I punteggi assegnati

Nel caso in cui i fondi assegnati dall’Inps non sia sufficienti a soddisfare tutte le richieste di mutuo presentate, l’ufficio di competenza si occupa di stilare delle graduatorie.

Le graduatorie sono redatte nel rispetto di due criteri: composizione e reddito imponibile del nucleo familiare del richiedente. I punteggi attributi sono i seguenti.

Per la composizione del nucleo familiare:

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5 punti per ciascun membro;
8 punti per ciascun membro portatore di handicap grave;
3 punti se alla data del primo giorno del quadrimestre di riferimento il richiedente risulta sposato da meno di 3 anni.
I punteggi sono cumulabili.

Per il reddito imponibile del nucleo familiare:

30 punti per chi ha un reddito fino a 25 mila euro;
24 punti per chi ha un reddito tra 25.000,01 euro e 35 mila euro;
18 punti per chi ha un reddito tra 35.000,01 euro e 45 mila euro;
12 punti per chi ha un reddito tra 45.000,01 euro e 55 mila euro;
6 punti per chi ha un reddito tra 55.000,01 euro e 65 mila euro;
0 punti per chi ha un reddito maggiore di 65 mila euro.
Nel caso in cui due richiedenti si trovino in una situazione di parità di punteggio, la priorità viene data al soggetto che vanta più anzianità di iscrizione alla Gestione unitaria dell’Inps. Se la parità persiste ha la precedenza chi ha presentato per primo la richiesta di mutuo.

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