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Borsa, il bilancio 2023: parla il Ceo Testa


Ftse Mib in rialzo di quasi il 30% e chiusura dell’anno oltre i 30.000 punti, come non accadeva da prima del crack di Lehman Brothers. Il 2023 di Piazza Affari va in archivio con risultati scintillanti, grazie in particolare alla riscossa delle banche, che pesano per oltre il 20% sul listino, trainate dal rialzo dei tassi, e alla performance di alcune big cap come Enel ed Eni. E c’è soddisfazione in Piazza Affari anche per il numero di nuove ipo. Le ammissioni sono state 39, con 36 ipo di cui 32 sul listino delle piccole, l’ Euronext Growth Milano, e 4 su quello principale dove spiccano il ritorno di Lottomatica e il dual listing di Ferretti. Per una raccolta totale di 1,561 milioni di euro. Cinque sono stati, invece, gli spostamenti dall’Egm al mercato principale, 26 i delisting e 20 le opa. A cui si aggiungono 12 aumenti di capitale. Un risultato che pone Borsa Italiana ai vertici dei mercati europei per numero di nuovi collocamenti. L’azione più scambiata? Unicredit (controvalore di 74 miliardi di euro con quasi 5 milioni di contratti). 

Borsa Italiana, la «tempesta perfetta» del 2023

Ma, guardando più da vicino i numeri, si scorgono anche le ombre di un anno segnato dal crollo dei volumi. Su Star ed Egm l’attività è scesa rispettivamente del 30% e del 50%. «È stata una tempesta perfetta», ha detto a ClassCNBC l’ad di Borsa Italiana, Fabrizio Testa, facendo il bilancio dell’anno. «Da una parte si è chiusa la prima finestra di cinque anni dei Pir, e l’impatto è stato di due miliardi in uscita. Dall’altra i capitali in deflusso sono stati attratti dai rendimenti dei titoli di Stato. Ora la situazione sta cambiando. Il rialzo dei tassi è finito, e le nuove condizioni dovrebbero riposizionare i portafogli sull’azionario, con un effetto positivo in particolare per le pmi quotate, e per le grandi che si quoteranno».

Secondo quanto riportato da Borsa Italiana, si conferma la leadership europea per contratti scambiati sul Mot: oltre 31 mila al giorno (+64,7% rispetto al 2022) con una media giornaliera del controvalore di 1 miliardo di euro (+58,4% rispetto al 2022). Di certo i tassi in calo saranno di aiuto, ma per rilanciare Borsa Italiana, la cui capitalizzazione complessiva si attesta a 761 miliardi di euro ed è pari al 39,4% del pil, serve una terapia d’urto.

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Il Manifesto per lo Sviluppo del Mercato dei Capitali

«Con il Manifesto presentato oltre un mese fa insieme ad altri grandi protagonisti del mercato, abbiamo chiesto innanzitutto che si attivino i capitali del sistema bancario, assicurativo e previdenziale», ha detto Testa. «In Italia questi investitori contano solo per il 10% della capitalizzazione di Borsa. In Francia è il doppio, in Scandinavia il 40%. Inoltre proponiamo il rilancio dei Pir, e ci vogliamo lavorare insieme agli intermediari. Le prime risposte della politica sono state positive. Il sottosegretario Freni ha garantito che la rimozione della unicità dei Pir ordinari è già in bozza di legge».

Intanto, però, le grandi imprese che fanno davvero l’economia italiana girano ancora al largo dalla Borsa. E alcune, anche di gran nome, hanno scelto di quotarsi o spostare la sede legale in Olanda.

Euronext, Testa: tra le borse europee servono norme armonizzate

Il rischio che all’interno dello stesso perimetro Euronext altre Borse possano diventare più attraenti è concreto. «La competizione fiscale e regolamentare è un gioco che non aiuta nessuno», dice Testa. «Per questo noi spingiamo molto sulla armonizzazione delle norme e del sistema giuridico per le aziende. Il ddl Capitali va in questa direzione. Ma contiamo molto anche sul Listing Act europeo». Testa non è d’accordo sulla impressione che l’Italia non conti abbastanza dentro Euronext.

«L’Italia ha visto forti investimenti dal gruppo. Dopo avere trasferito il data center a Bergamo nel 2022, Euronext ha investito con tre importanti migrazioni quest’anno: quella del mercato equity a marzo, del fixed income e dei certificati a settembre, e infine l’espansione della Clearing House».

Tra gli elementi che potrebbero aiutare Borsa Italiana in futuro c’è anche il ritorno delle privatizzazioni. Il Governo ha fissato un obiettivo di 20 miliardi entro il 2026. «Stiamo parlando molto di questa prospettiva», dice Testa. «Abbiamo giocato un forte ruolo in passato e lo faremo ancora: l’obiettivo è di fornire una infrastruttura solida affinché le società si avvicinino al mercato nel modo migliore, sia con emissioni azionarie che obbligazionarie. Sappiamo che si sono già alcune realtà che stanno guardando al mercato, vedremo se si tradurranno in quotazioni». (riproduzione riservata)



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