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Scopriamo quali sono i requisiti per andare in pensione nel corso del 2024. Un breve vademecum delle regole da rispettare.

Autore: Pierpaolo Molinengo
Data di pubblicazione: 6 Febbraio 2024







Attraverso la Legge n. 213/2023 – nota anche come Legge di Bilancio 2024 – sono state introdotte alcune importanti novità in tema di previdenza. Volendo sintetizzare al massimo, siamo di fronte ad una vera e propria stretta per la pensione anticipata. Sono previsti dei cambiamenti per Quota 103, che comportano delle penalizzazioni. Ma non solo: sono previsti nuovi requisiti per accedere ad Opzione Donna e ad Ape Sociale.

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Quanti avessero intenzione di andare in pensione nel corso del 2024 dovranno, in estrema sintesi, rispettare una serie di requisiti introdotti a suo tempo dalla Legge Fornero. È necessario, quindi, rispettare una serie di condizioni che permettono di uscire in maniera anticipata dal mondo del lavoro.

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Adeguamento alla speranza di vita

Il meccanismo di adeguamento basato sulla speranza di vita è stato implementato in risposta all’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione italiana, con l’obiettivo di contenere i crescenti costi del sistema previdenziale.

Il momento in cui si può accedere alla pensione viene gradualmente ritardato in base alle analisi condotte dall’ISTAT che valutano l’aspettativa di vita delle generazioni successive. Ciò comporta la modifica dei requisiti anagrafici per l’accesso a tutti i tipi di pensione, con l’obiettivo di mantenere il sistema previdenziale sostenibile nel lungo periodo.

Per il 2024 non ci sono stati sostanziali adeguamenti alla speranza di vita. L’unica modifica dell’età di uscita riguarda l’Opzione Donna come vedremo in seguito.

Pensione di vecchiaia e pensione anticipata

Nulla cambia sostanzialmente per il trattamento di vecchiaia e per la pensione anticipata.

Il pensionamento anticipato richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età più tre mesi per la cosiddetta finestra d’attesa.

Per il pensionamento di vecchiaia, sono necessari invece 67 anni e almeno 20 anni di contributi.

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Infine i lavoratori con mansioni difficoltose e rischiose (decreto del ministero del lavoro del 5 febbraio 2018) possono pensionarsi a 66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di contribuzione, senza l’ape sociale. Non c’è una finestra di slittamento per la pensione di vecchiaia, che di solito inizia il primo giorno del mese successivo ai requisiti.

Pensione anticipata per i lavoratori precoci

La pensione anticipata per i lavoratori precoci è una prestazione economica erogata, a domanda, ai lavoratori che

  1. possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età,
  2. si trovano in determinate condizioni indicate dalla legge e perfezionano, entro il 31 dicembre 2026,
  3. hanno 41 anni di contribuzione.

Pensione di vecchiaia contributiva

Ricordiamo inoltre che esiste nel nostro ordinamento anche una pensione di vecchiaia con solo 5 anni di contributi versati, non precedenti il 1996 (esclusi i contributi figurativi). La cosiddetta pensione di vecchiaia contributiva si raggiunge nel 2024 a 71 anni.

Isopensione

L’Isopensione è un beneficio disponibile principalmente nelle grandi aziende, quelle con più di 15 dipendenti, che desiderano anticipare la pensione per una parte del loro personale. Questo programma è destinato ai lavoratori che soddisfano i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia entro i 7 anni successivi.

La legge di bilancio del 2024 ha confermato questa agevolazione anche per l’anno in corso, mantenendo l’accesso possibile fino a 7 anni prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

Tuttavia, è importante notare che per aderire a questo regime è necessario un accordo di uscita con le organizzazioni sindacali più rappresentative. Inoltre, si deve tener presente che questa opzione può essere costosa per i datori di lavoro, poiché richiede loro di versare l’assegno pensionistico e i contributi mancanti fino al raggiungimento dell’età pensionabile da parte del dipendente.

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Ape Sociale: i nuovi requisiti previsti

La Legge di Bilancio 2024 è intervenuta anche sull’Ape Sociale, la misura che accompagna al trattamento di vecchiaia ed è stato pensato per alcune categorie di lavoratori, tra i quali rientrano:

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  • i soggetti che stanno svolgendo delle mansioni gravose. Nel momento in cui viene presentata la domanda, l’attività deve essere stata svolta per almeno sette degli ultimi dieci anni o per almeno sei degli ultimi sette;
  • gli invalidi civili al 74%;
  • i disoccupati che abbiano esaurito il trattamento NASpI o equivalente;
  • i caregiver da almeno sei mesi.

Una delle novità più importanti per l’Ape Sociale p connessa con il requisito anagrafico, che passa da 63 a 63,5 anni. Cambiamento che rende più ristretto l’accesso alla misura Rimangono immutati i requisiti contributivi.

Importante novità riguarda direttamente la platea dei lavoratori con mansioni gravose. La Legge di Bilancio 2024 non ha rinnovato per l’anno in corso l’ampliamento della lista delle categorie dei lavori ritenuti gravosi. E nemmeno le riduzioni contributive che erano state riconosciute per il 2022 ed il 2023. Per quest’anno, in altre parole, torna in vigore l’elenco delle mansioni gravose elencate nell’allegato C della Legge di Bilancio 2017.

In pensione con la nuova Quota 103

Tra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 una impatta direttamente quanti hanno intenzione di accedere alla pensione anticipata con Quota 103, che è stata modificata. Dal 1° gennaio 2024 è possibile utilizzare questo strumento, ma per andare in quiescenza è necessario aver compiuto 62 anni e maturato 41 anni di contributi.

Quota 103, comunque vada, prevede una serie di penalizzazione: uno di questi è l’importo dell’assegno, che sarà calcolato seguendo unicamente le regole del sistema contributivo. Ma questo non basta: il legislatore, inoltre, ha introdotto un tetto massimo al valore lordo mensile dell’assegno previdenziale, che non potrà essere superiore a quattro volte il minimo indicato annualmente dall’Inps.

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Sono state modificate, inoltre, le finestre mobili per l’uscita. Stiamo parlando, in estrema sintesi, del tempo che deve trascorrere tra la maturazione dei requisiti e il giorno in cui è possibile andare in pensione. Si passa da tre ai sette mesi per i dipendenti privati e dai sei ai nove mesi per quelli pubblici.

Confermato, invece, il bonus Maroni per chi dovesse decidere di continuare a rimanere al lavoro rinunciando a Quota 103.

Opzione Donna diventa più restrittiva

Attraverso la Legge di Bilancio 2024 sono arrivati alcuni cambiamenti anche per Opzione Donna, la misura che permette di andare in pensione anticipatamente alle lavoratrici, che appartengono alle categorie specificate attraverso la Manovra 2023:

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  • donne licenziate o dipendenti di aziende che abbiano aperto un tavolo di crisi con il competente ministero;
  • lavoratrici con una disabilità pari o superiore al 74%;
  • caregiver che assistono da almeno sei mesi delle persone disabili conviventi, con disabilità in situazione di gravità in base alla Legge 104 del 1992.

In questo caso cambia il requisito anagrafico per andare in pensione: nel 2023 erano sufficienti 60 anni, adesso ne servono 61. Rimane fermo il requisito contributivo di 35 anni.

Per il 2024 è prevista la riduzione del requisito anagrafico di un anno nel caso in cui si ha un figlio. Che diventano due se si hanno più figli.

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Importi minimi per andare in pensione

La Legge di Bilancio 2024 ha modificato anche gli importi minimi previsti per andare in pensione con il sistema contributivo. Viene eliminato il vincolo che prevede l’accesso al trattamento di vecchiaia con 67 anni e 20 di contributi. Adesso è sufficiente aver raggiunto un importo pari a quello sociale.

Per quanto riguarda la pensione anticipata – 64 anni e 20 di contributi – il trattamento deve essere superiore a tre volte quello della pensione sociale e non più 2,8 volte come è stato fino a questo momento. È previsto, inoltre, uno sconto a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli.



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