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Nuove strategie per risparmiare energia nel 2024! Scopri come ottimizzare il consumo e contribuire al pianeta.

Per chi è alla ricerca di soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente in ambito domestico, l’efficientamento energetico è una risposta chiave per ridurre i consumi e utilizzare al meglio le risorse disponibili.

La parola chiave è: ottimizzazione. In un’epoca in cui la transizione ecologica (che passa anche dalla trasformazione energetica) è al centro dell’attenzione, infatti, parliamo di efficienza energetica della casa come un potente strumento per ridurre il nostro impatto senza sacrificare il comfort a cui siamo abituati.

Ma cosa si intende esattamente per efficientamento energetico nel 2024?

Cosa si intende quando parliamo di efficientamento energetico?

Il significato di efficientamento energetico sta in un insieme di azioni mirate a migliorare il modo in cui viene usata quotidianamente l’energia, riducendo gli sprechi e ottimizzando i consumi.

Queste azioni possono riguardare gli edifici a livello più generale, ma anche gli ambienti domestici pubblici e privati, dove – ad esempio – si possono effettuare interventi mirati per ridurre il consumo energetico degli impianti di riscaldamento, di illuminazione e di climatizzazione.

Può includere l’adozione di tecnologie più efficienti, l’isolamento termico degli edifici, l’ottimizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento, l’uso di fonti energetiche rinnovabili e molto altro ancora.

L’obiettivo è molto chiaro: massimizzare i benefici ottenuti dall’energia utilizzata, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e i costi associati all’energia stessa.

Qual è la differenza tra efficientamento e risparmio energetico?

Efficientamento e risparmio energetico sono due concetti correlati, ma non sono sinonimi e hanno due significati ben distinti.

In particolare:

  • il risparmio energetico per la casa si concentra sulla riduzione complessiva del consumo di energia. Questo può essere ottenuto attraverso interventi volti a ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso delle fonti energetiche disponibili.Ad esempio, l’installazione di nuovi infissi per migliorare l’isolamento termico di un edificio o l’adozione di pratiche di utilizzo più efficienti degli elettrodomestici sono entrambi esempi di interventi di risparmio energetico. Tutte queste azioni mirano a ridurre il consumo di energia senza necessariamente migliorare il rendimento energetico;
  • d’altra parte, l’efficientamento energetico si riferisce al miglioramento del rendimento energetico di un sistema o di un processo. Si tratta di ottenere lo stesso risultato energetico o produttivo utilizzando meno energia.Ad esempio, l’installazione di apparecchiature più efficienti o l’ottimizzazione dei processi industriali sono esempi di efficientamento energetico. In questo caso, l’obiettivo è ridurre il consumo di energia mantenendo costante il livello di output o servizio reso.

Quali interventi possono migliorare l’efficienza energetica di un immobile?

Per migliorare l’efficienza energetica di un immobile e ridurre i consumi, è possibile adottare una serie di interventi mirati che vanno dalla sostituzione di apparecchiature obsolete all’installazione di tecnologie innovative.

Quali sono i lavori adatti all’efficientamento energetico?
Ecco alcuni interventi che possono contribuire a ottimizzare le prestazioni energetiche di una casa:

  • I pannelli solari che sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica o termica.
  • Le caldaie a condensazione, invece, riducono gli sprechi di energia attraverso il recupero del calore latente dei fumi di combustione.
  • La pompa di calore utilizza l’energia presente nell’aria, nell’acqua o nel terreno per riscaldare o raffreddare gli ambienti.
  • Con il cappotto termico si migliora l’isolamento delle pareti esterne per ridurre dispersioni di calore.
  • La sostituzione delle lampadine tradizionali con tecnologia a LED vanno nella direzione di un consumo energetico ridotto.
  • Utilizzare impianti di climatizzazione dotati di sistemi ad alta efficienza energetica per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti.
  • Gli infissi più efficienti possono essere dotati di serramenti con vetri basso-emissivi e materiali isolanti per ridurre le dispersioni termiche.
  • Infine, grazie alla domotica e all’automatizzazione del controllo intelligente degli impianti si possono ulteriormente ottimizzare i consumi energetici.

Quanto costano gli interventi di efficientamento energetico e quali incentivi ci sono?

Spesa o investimento?
Gli interventi di efficientamento energetico comportano delle spese che indubbiamente richiedono uno sforzo oneroso per i proprietari di immobili, ma di fatto si tratta di veri e propri investimenti che possono generare risparmi a lungo termine, oltre a contribuire attivamente alla questione ambientale.

Secondo alcune analisi di mercato effettuate dal Codacons, i costi per la riqualificazione energetica degli edifici variano generalmente tra i 35.000 e i 60.000 euro per abitazione.

Facciamo qualche esempio concreto per dare un ordine di grandezza alle tipologie di spese più comuni:

→ la sostituzione delle caldaie con modelli di nuova generazione può costare fino a 16.000 euro, mentre per gli infissi la spesa media si aggira tra i 10.000 e i 15.000 euro.

→ per quanto riguarda il cappotto termico, il costo medio può variare tra 180 e 400 euro al metro quadrato.

→ altri interventi, come l’installazione di un impianto fotovoltaico da 3 kW, possono variare tra 7.500 e 10.500 euro.

Bonus efficientamento energetico 2024

Per favorire e promuovere la diffusione di lavori di efficientamento energetico, però, il MInistero per lo Sviluppo Economico ha confermato anche per il 2024 alcuni incentivi che permettono un risparmio sulle spese sostenute per i diversi interventi.

Vediamo quali sono i bonus a disposizione:

Ecobonus

Agevolazione per l’acquisto e il rinnovamento di impianti e edifici al fine di ridurre i consumi energetici. Ogni contribuente, residente o non residente, inclusi i titolari di reddito d’impresa. 65%
Superbonus La loro funzione è quella di rilevare la temperatura media in tutta la residenza e di regolare l’accensione e lo spegnimento del sistema di riscaldamento in base a questa temperatura media. Condomini, persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professioni), enti pubblici e privati, associazioni, cooperative, e altri. 70% per le spese sostenute nel 2024 e 65% per le spese sostenute nel 2025
Bonus fotovoltaico Detrazione fiscale del 50% per le spese di acquisto e installazione di impianti fotovoltaici e relative batterie di accumulo. Persone fisiche, condomini, enti pubblici e privati, associazioni, cooperative, e altri. 50%
Conto termico Copre vari interventi finalizzati all’efficienza energetica, inclusa la sostituzione di impianti di climatizzazione, la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’installazione di collettori solari termici e scaldacqua a pompa di calore. Privati, condomini, imprese, enti pubblici, istituzioni, e altri. fino al 65%

Valutazione energetica degli edifici: indice e classi di efficienza

Quando acquistiamo o affittiamo una casa, uno dei fattori fondamentali da considerare è la sua classificazione energetica. Proviamo a capire meglio di cosa si tratta:

Cosa significa valutare l’efficienza energetica di una casa?

Significa misurare quali sono i consumi reali di un’abitazione ed è essenziale per comprendere il suo valore sul mercato e il comfort che può offrire agli occupanti.

La nuova classificazione energetica, introdotta nel 2015, ha standardizzato questo processo in Italia, definendo criteri uniformi a livello nazionale per valutare l’efficienza degli edifici. Attraverso un Attestato di Prestazione Energetica (APE), vengono attribuite classi energetiche che vanno da A4 (la migliore) a G (la peggiore), consentendo di identificare facilmente l’efficienza di un’abitazione.

Come si determina la classe energetica di un edificio o di un immobile?

Un elemento chiave è l’indice di prestazione energetica globale (EPgl), che misura il consumo energetico dell’unità immobiliare in base al rapporto tra energia necessaria per climatizzare gli ambienti e la superficie netta calpestabile. Questo indice tiene conto di una serie di fattori, come l’efficienza degli impianti, le prestazioni energetiche e gli sprechi, fornendo una visione completa delle prestazioni energetiche dell’edificio.

Perché è così importante?

Oltre a fornire un quadro chiaro delle prestazioni dell’edificio, la valutazione energetica è fondamentale per rispondere alle sfide ambientali attuali. La nuova Direttiva Europea sulle case green richiede un efficientamento energetico del patrimonio immobiliare entro il 2033, rendendo imprescindibile conoscere e migliorare l’efficienza degli edifici.

Per raggiungere questo obiettivo, sono necessari interventi mirati: sostituzione degli impianti esistenti con soluzioni più avanzate, l’uso di fonti rinnovabili e l’isolamento dell’involucro edilizio.

Verso il 2030: la Direttiva Unione Europea sull’efficienza energetica

La transizione energetica, la riduzione delle emissioni globali di CO2 e una maggiore attenzione all’ambiente e alle questioni legate alla sostenibilità sono temi collettivi, che vengono affrontati a livello istituzionale ancor prima che nel privato e nella vita quotidiana.

Nel paragrafo precedente abbiamo proprio citato la nuova Direttiva Europea sull’efficienza energetica (direttiva (UE) 2023/1791), in vigore dal 10 ottobre 2023.

Il testo della norma rappresenta un passo significativo verso l’obiettivo europeo di migliorare l’efficienza energetica e ridurre il consumo di energia primaria e finale del 11,7% entro il 2030 rispetto alle previsioni del 2020.

Per questo, la direttiva stabilisce parametri chiari e vincolanti per gli Stati membri. I punti principali sono:

  1. Ogni Stato membro deve definire un contributo nazionale indicativo di efficienza energetica basato sul consumo di energia finale, con l’obiettivo di conseguire gli obiettivi dell’Unione.
  2. La direttiva impone al settore pubblico di svolgere un ruolo esemplare, richiedendo agli enti pubblici dell’UE di ridurre il loro consumo complessivo di energia finale e di ristrutturare una percentuale significativa della superficie degli edifici riscaldati e/o raffrescati ogni anno.
  3. Vengono introdotti obblighi di comunicazione per i centri dati e previsti sportelli unici per le piccole e medie imprese, le famiglie e gli enti pubblici.
  4. Nei comuni con una popolazione superiore a 45.000 abitanti, è obbligatoria l’elaborazione di piani specifici per il riscaldamento e il raffrescamento, enfatizzando l’importanza di un approccio integrato e mirato per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica dell’Unione.

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