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Torino. Non c’è solo il bonus tredicesime che slitta a gennaio «per mancanza di coperture», come ha ammesso esplicitamente ieri il viceministro all’Economia Maurizio Leo. Ma c’è pure la maxideduzione del 120% (maggiorata al 130% per giovani, donne e percettori del reddito di cittadinanza) che resta nel limbo nonostante venga sbandierata da giorni. Si tratta di una norma prevista dai decreti fiscali già approvati, ma per renderla operativa manca ancora il decreto ministeriale del Mef e del ministero del Lavoro. Ieri Leo ha assicurata che lo sconto avrà «un effetto retroattivo dal 1° gennaio del 2024» ma per procedere occorre chiarire bene la sua applicazione nell’ambito dei gruppi che certamente non potranno spostare personale da una società all’altra per incassare le deduzioni.

Ci si aspettava, o almeno era stato annunciato, un bis del decreto Primo maggio dell’anno passato, mentre in realtà ieri il Consiglio dei ministri si è limitato a varare il tredicesimo decreto attuativo della riforma fiscale (con all’interno anche l’una tantum da 100 euro) e un decreto che riforma la politica di coesione, che comunque è un passaggio rilevante perché «rimette in moto» ben 74 miliardi di euro tra fondi comunitari e risorse nazionali. Non è un caso che in questa occasione Giorgia Meloni non ci abbia voluto mettere la faccia, lasciando campo libero a Leo ed al ministro degli Affari europei Raffaele Fitto.

«Il decreto Primo Maggio? Siamo di fronte alla solita logica dei bonus e delle marchette elettorali» sostiene il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini che bolla come «prese in giro gli incontri che si fanno prima del Primo Maggio». «Considero sbagliate le scelte politiche che anche questo governo continua a fare – attacca Landini, a Torino per un incontro organizzato dalla Cgil sull’ambiente e in contemporanea al G7 – la gente non arriva alla fine del mese, questo è il tema. C’è una questione di emergenza salariale grande come una casa, c’è un livello di precarietà infinito, i giovani scappano dall’Italia, perché non sono abbastanza riconosciuti e qui si continua a pensare a come votano le persone. Non stanno pensando all’interesse del nostro Paese, al futuro e alla speranza da dare ai nostri giovani». Per il sindacalista il vero tema è che il governo «non sta mettendo le risorse per rinnovare i contratti del pubblico impiego, della sanità e della scuola» quindi ci sono 3 milioni di lavoratori che «sono fermi dal 2022 con un’inflazione che sta galoppando». Quindi «è singolare continuare a dare incentivi alle imprese quando la nostra esperienza dimostra che un’impresa se vuole assumere lo fa». Ci sarebbe, quindi, bisogno di combattere «precarietà, salari bassi ed evasione fiscale, oltre a un modello di fare impresa sbagliato, che si fonda sui subappalti e sta facendo morire le persone».

Il senso di questo Primo Maggio, oltre ai timori per le guerre in corso, a suo parere, deve quindi essere «rimettere al centro il lavoro, le persone e che chiede di cambiare il modello di sviluppo e di produzione che in questi anni si è affermato ai danni del lavoro».

In realtà, come ha spiegato in conferenza stampa Fitto, riordinando e rifocalizzando meglio il Fondo coesione, indicando priorità e tempistiche precise, il governo sul fronte lavoro ha previsto «una serie di interventi molto importanti», dal rifinanziamento della misura «Resto al Sud» ad altri interventi sull’autoimpiego, sul bonus per le donne, per i giovani, per la Zes. «Interventi che utilizzano queste risorse per rafforzare la capacità delle competenze e dell’occupazione e anche il sistema delle imprese» ha spiegato Fitto, segnalando che in questo modo, tra le altre misure, vengono stanziati oltre 5 miliardi del programma «Giovani, donne e lavoro» del Pnrr per sostenere le iniziative di lavoro autonomo e l’occupazione stabile, soprattutto al Sud.

Per quanto riguarda gli interventi di natura fiscale, Leo ha invece spiegato che il bonus da 100 euro che verrà erogato a gennaio 2025 per i redditi da lavoro dipendente fino a 28 mila euro interesserà circa 1-1,1 milioni di famiglie e a suo modo di vedere «rappresenta solo un primo tassello» perché il governo intende intervenire anche per detassare le tredicesime così come era stato ipotizzato nei giorni scorsi. «Per quanto riguarda il 2025 – ha poi aggiunto – il primo obiettivo deve essere di quello di consolidare le famose tre aliquote Irpef, 23%, 35% e 43% puntando poi a spingerci ancora oltre» per continuare a sostenere il ceto medio in particolare, «che è quello in maggiore sofferenza in questo periodo».

Il nodo è sempre quello delle risorse anche perché con le nuove regole europee operazioni in deficit non sono più ammesse. Leo conta sul fatto che gli introiti che arriveranno dal concordato preventivo biennale delle partite Iva siano sufficienti ricordando che d’ora in poi l’attenzione al rispetto dei conti pubblici dovrà essere «maniacale».

Sconto di 500 euro al mese per 2 anni se entrano donne e giovani

A valere sul «Programma Giovani, donne e lavoro», il governo stanzia 5 miliardi di euro per sostenere l’inserimento lavorativo e rivolte sia all’attività di creare nuova occupazione stabile in particolare al Sud. Per i giovani under 35 sono previsti sgravi contributivi per l’assunzione a tempo indeterminato, che prevedono l’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro , massimo 500 euro mensili per 2 anni. A favore delle lavoratrici svantaggiate l’esonero sale a 650 euro sempre per un massimo di 24 mesi. Il bonus si applica alle donne di qualsiasi età, con un trattamento di maggior favore per le donne residenti nel Mezzogiorno.

Un voucher per l’autoimpiego e incentivi green per gli under 35

Per spingere l’autoimpiego il governo ha introdotto un voucher fino a 30 mila euro per l’acquisto di beni per l’avvio d’attività (importo che poi sal e a 40mila in caso di beni digitali o per risparmio energetico). Approvata anche una misura per contributi a fondo perduto al 65% per una spesa fino a 120 mila euro, del 60% fino a 200 mila euro. Per il Centro Sud il voucher sale fino a 40 mila euro e il contributo a fondo perduto al 75% per spesa fino a 120 mila euro, al 70% per spesa fino a 200 mila euro. Per favorire sostenere imprese di under 35 nei settori del digitale e della transizione green arriva invece una decontribuzione totale sino ad un massimo di 800 euro/mese per tre anni.

Sgravi al 100% per l’occupazione nelle zone svantaggiate

Col bonus ZES, il governo assieme alle altre misure a favore del Mezzogiorno punta a sostenere lo sviluppo occupazionale nella ZES unica del Mezzogiorno attraverso uno sgravio contributivo del 100% per un periodo massimo di 24 mesi nel limite di 650 euro/mese per ciascun lavoratore assunto in aziende fino a 15 dipendenti. Secondo Confesercenti «la Zona Economica Speciale unica è una novità importante, che potrebbe aiutare a semplificare l’accesso delle imprese alle agevolazioni. È però indispensabile ampliare la platea di beneficiari, includendo turismo, commercio e servizi, settori fondamentali per lo sviluppo del Sud».

Nuovi sostegni per scuola, formazione e impianti sportivi

Nell’ambito del «Programma Scuola e Competenze» del fondo Coesione sono previsti interventi in materia di istruzione e di contrasto alla povertà educativa con una dotazione finanziaria di 3,78 miliardi. Duecento milioni, in particolare, saranno destinati al potenziamento delle infrastrutture per lo sport in complementarità con investimenti finanziati dal Pnrr. Ulteriori risorse sono rivolte specificamente al Sud per potenziare l’istruzione tecnica e professionale (150 milioni), realizzare laboratori innovativi e rafforzare l’offerta educativa nella fascia 0-6 anni (100 milioni) attraverso la fornitura di arredi didattici innovativi.

Incentivi fiscali per gli studi professionali che si aggregano

Col decreto legislativo di riforma fiscale il governo «realizza una prima fase di attuazione della delega in materia di razionalizzazione e semplificazione dei regimi di riallineamento dei valori fiscali a quelli contabili e di modifica dei criteri di determinazione dei redditi di impresa». Tra le novità spicca una norma che incentiva le aggregazioni tra studi di professionisti introducendo un principio di neutralità fiscale. Per il viceministro Leo si tratta di «una svolta epocale per mondo delle professioni». Il Consiglio nazionale dei commercialisti, a sua volta, ha espresso «grande apprezzamento» definendo questa novità «una svolta storica».

 

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