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diMassimiliano Del Barba

I dati dell’Agenzia delle entrate: 2.700 euro medi a cittadino

L’inchiesta di lunedì scorso del Sole 24 Ore firmata da Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste ha messo in luce un trend interessante dal punto di vista economico ma anche sociale: «Le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2023 — scrivono i due — hanno battuto il record di detrazioni: 79,99 miliardi di euro “scalati” dall’Irpef (+8,2% annuo), secondo l’ultimo report delle Finanze. Un dato che — in qualche misura — sembra destinato ad aumentare ancora nella stagione dichiarativa 2024, che si apre ufficialmente il 30 aprile (cioè ieri, ndr) con la pubblicazione del modello precompilato da parte dell’agenzia delle Entrate».

Quasi ottanta miliardi di euro di detrazioni a livello nazionale, che tuttavia si spalma in maniera disomogenea sullo Stivale. Il database dell’Agenzia delle Entrate non permette di esplodere il dato nazionale sui territori, ma una cifra vicina alla realtà è comunque ricavabile prendendo in considerazione la popolazione totale della provincia di Brescia (1.262 mila abitanti, quasi ottomila in più rispetto all’anno precedente, di cui 1.107.000 italiani e poco meno di 155 mila stranieri), il Prodotto lordo generato dal territorio bresciano (50 miliardi di euro, in pratica il 3% del Pil italiano), il numero di cittadini attivi, cioè i bresciani impiegati in una qualche attività di ordine economico (sia dipendenti che partite Iva, quindi, poco meno di 600 mila persone) e il tenore di vita medio, espresso al netto dell’importante fenomeno evasivo ed elusivo dalla comparazione fra Pil pro-capite (30.308 euro), il reddito medio (22.040 euro) e l’imponibile totale (oltre 22,7 miliardi di euro).

La cifra che se ne ricava è di 2,5 miliardi di euro e rappresenta il denaro risparmiato lo scorso anno dai contribuenti della Provincia di Brescia grazie alle detrazioni: praticamente poco meno di 2.700 euro per ciascuno dei 927 mila contribuenti di Brescia e provincia.

C’è di più: il quotidiano di Confindustria riporta infatti che, insieme alle detrazioni, sono aumentante anche le deduzioni (come quelle per i contributi previdenziali e la previdenza complementare), arrivate a 27,9 miliardi nelle dichiarazioni 2023, il che equivale a una cifra poco superiore agli 800 milioni di euro solo per il territorio della provincia di Brescia.

Ma di quali detrazioni stiamo parlando? «Il grosso — proseguono Aquaro e Dell’Oste — è costituito da sconti “strutturali”, legati al lavoro dipendente, alla pensione o ai familiari a carico. Ma nel tempo si è fatto più consistente il peso delle agevolazioni legate a spese specifiche dei contribuenti». Vedi le spese mediche, dove i beneficiari sono passati da 16,7 milioni nel 2014 (ultimo anno prima della precompilata) a 21,6 milioni nel 2023. Se prima detraevano le spese mediche 40,8 contribuenti su 100, adesso siamo arrivati a 51,5.

Fattore importante: nelle dichiarazioni dei redditi prese in esame nel periodo 2014-2023 il peso del superbonus edilizio è statisticamente irrilevante. La ragione è che nella stragrande maggioranza dei casi il 110% è stato monetizzato tramite la cessione del credito, che non transita nel 730 o nel modello Redditi. Si vede bene, però, la crescita di altre agevolazioni, come il bonus ristrutturazioni, più che raddoppiato dai 3,5 miliardi detratti nel 2014 agli 8,8 nel 2023 a livello nazionale e passato da 110 a 260 milioni per quanto riguarda il nostro territorio.

Restringendo il focus c’è un altro dato che balza all’occhio: il vistoso aumento dei beneficiari dei mutui prima casa. I contribuenti che hanno portato in detrazione gli interessi per il prestito sono passati negli ultimi due anni da 3,8 a 4,3 milioni, dopo essere stati intorno ai 3,6-3,7 milioni per quasi un decennio. È l’effetto della ripresa delle compravendite favorita dai bassi tassi d’interesse.

Siamo tutti più ricchi? «No — risponde l’economista Elio Montanari — perché c’è stata e si sente ancora una inflazione elevatissima. E poi, come sempre, il concetto di tutti non si sposa con le dichiarazioni dei redditi Irpef. Parlare di un dato medio, è quanto di più inverosimile esista analizzando un fenomeno, come quello della distribuzione dei redditi, ampiamente segnato dalle diseguaglianze e dalla evasione fiscale». 

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1 maggio 2024

 

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