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Illustrando il decreto legislativo su Ires e Irpef, il viceministro Leo ha annunciato il bonus 100 euro per gennaio 2025, una sorta di bonus palliativo per la non approvazione del bonus tredicesime che era stato annunciato per il 2024, ma che per mancanza di risorse salta ancora.

I decreti attuativi della delega fiscale che devono mettere in atto, passo dopo passo, la riforma fiscale, hanno tra gli obiettivi primari quelli di abbassare la pressione fiscale. Proprio in quest’ottica è stata già annunciata la riconferma del taglio dell’Irpef per il 2025.

Irpef 2025, cosa succede?

Il taglio delle aliquote Irpef in atto nel 2024, è solo temporaneo e vale solo per quest’anno. In mancanza di un intervento al riguardo nel 2025 l’Irpef tornerebbe a 4 aliquote e relativi scaglioni di reddito con un aggravio di tasse sulle spalle dei redditi fino a 50.000 euro di 260 euro l’anno.

La riconferma delle 3 aliquote, però, è stata già annunciata e le coperture per attuarla ci sono quasi tutte, pertanto si tratta di una proroga ormai blindata. Allo stesso tempo, però, il Fisco vuol venire incontro anche al ceto medio, ovvero a coloro che i 50.000 euro di reddito annuo lo superano. Per intervenire in tal senso, però, vanno cercate le coperture che dovrebbero arrivare, per quel che spera il viceministro Leo, dal concordato preventivo biennale.

L’attuazione di una misura che diminuisca la pressione fiscale sul ceto medio, quindi, dipende dal buon andamento del concordato preventivo che, da sempre, è considerato uno degli strumenti che andranno a finanziare la diminuzione delle tasse nel futuro.

Le priorità del governo nella riforma fiscale

Il primo passo del Governo per detassare i redditi più bassi, è rappresentato dal bonus 100 euro che a gennaio 2025 dovrebbe essere erogato a tutti i lavoratori dipendenti con redditi fino a 28.000 euro, sposati e con almeno un figlio a carico.

Questo bonus rappresenta una misura temporanea che tampona la mancata detassazione delle tredicesime a dicembre 2024. Per la detassazione delle tredicesime già da quest’anno, infatti non ci sono coperture per il 2024. Il beneficio fiscale, però, con un altro nome, sarà solo rimandato di un mese e verrà erogato a gennaio 2025 come bonus 100 euro erogato dal sostituto di imposta previa dichiarazione.

Gli altri interventi in cantiere

Un altro obiettivo dell’attuazione della legge delega è quello di aumentare l’occupazione. Il superbonus assunzioni al 120% era già stato previsto con il secondo decreto attuativo della delega fiscale, mancava, però, il decreto interministeriale che ne regolasse la disciplina. Ora si sta lavorando proprio a questo che porterà un effetto retroattivo alle aziende che hanno assunto con contratti a tempo indeterminato a partire da gennaio 2024.

In tal senso interviene il Decreto Coesione che punta alla riforma delle politiche in materia lavoro con l’obiettivo di favorire l’occupazione (e di conseguenza ridurre la disoccupazione). Le misure in arrivo sono destinate a giovani e donne, coinvolgendo anche alcuni lavoratori svantaggiati. Mentre per favorire l’avvio di nuove attività sono previste attività distinte.

In specifiche regioni meridionali potranno essere assunti con sgravio contributivo fino a 500 euro mensili per 2 anni (che può essere esteso a 666 euro mensili in alcune zone del meridione) i giovani che non hanno compiuto i 35 anni e non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Si tratta di una misura che dovrebbe restare in vigore fino a dicembre 2025.

 

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