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Ultimamente il mercato immobiliare, considerato soprattutto l’andamento dei tassi di interesse collegati ai mutui, non ha di certo vissuto uno dei suoi periodi più floridi; nonostante le condizioni avverse, in tanti hanno deciso ugualmente di acquistare casa, e proprio per queste persone è stato istituito una sorta di “bonus”, che compensa parzialmente le spese sostenute dall’acquirente di turno.

Bonus fino a 1.710 euro

Oltre alle agevolazioni fiscali già previste nel momento in cui si effettua l’acquisto di una prima casa, per coloro che nel 2023 hanno deciso di comprare un immobile è quindi previsto un rimborso parziale delle spese sostenute per pagare il notaio, l’agenzia immobiliare a cui eventualmente ci si rivolge e anche gli interessi stessi del mutuo.

Tra le voci di spesa che talvolta sono presenti nella compravendita di un immobile ci sono i costi delle provvigioni da riconoscere all’agenzia immobiliare, nel caso in cui si decida di rivolgersi a un intermediario a cui affidare l’incarico. Non si tratta di un’uscita di lieve entità, dato che la provvigione riconosciuta solitamente all’agente immobiliare viene applicata sul prezzo di vendita della casa, in una percentuale che oscilla tra il 2% e il 5%. Se prendiamo per esempio un’abitazione dal costo di 200mila euro, l’intermediario può richiedere un compenso che può andare dai 4mila euro (provvigione al 2%) fino ai 10mila euro (5%).

Stando a quanto previsto dalla normativa fiscale, nel caso in cui si parli di compravendita di un’abitazione principale, tale spesa è detraibile, ma solo solo su una soglia massima di 1000 euro: ciò significa in sostanza ottenere uno sconto fiscale di 190 euro dall’Irpef.

Altra voce che grava sul costo finale di un immobile è il compenso da riconoscere al notaio per la redazione dell’atto di compravendita, tenendo presente che non tutto il denaro versato al professionista finisce nelle sue casse, dato che sono incluse nella spesa l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. A differenza della provvigione dell’agente immobiliare, che grava sia sul venditore che sull’acquirente, a pagare è solo quest’ultimo.

Non esiste una tariffa fissa di riferimento per le spese notarili, per cui si può conoscere l’ammontare dei costi solo nel momento in cui si richiede il preventivo, tenendo presente che il tariffario varia a seconda del notaio a cui ci si rivolge. Il prezzo può variare per esempio sulla base del costo dell’immobile e nel caso in cui sia in essere un mutuo ipotecario, cosa che incrementa il totale del contratto. In genere, comunque, in caso di acquisto di una prima casa per cui sono previste agevolazioni fiscali, il costo può oscillare da 2mila a 5mila euro: più è alto il costo dell’immobile, come già accennato, e più si incrementa il totale comprensivo delle varie imposte sopra menzionate.

Per le spese notarili si può beneficiare di una detrazione fiscale al 19% su un massimo di spesa di 4mila euro, che comporta uno sconto d’imposta non superiore ai 760 euro.

Coloro che hanno stipulato un mutuo ipotecario per comprare la prima casa, cioè quello per cui si richiede come garanzia l’ipoteca dell’immobile, possono beneficiare di un incentivo per alleggerire l’onere degli interessi. Si tratta anche in questo caso di una detrazione fiscale al 19% degli interessi passivi del mutuo, per un massimo di 4mila euro: lo sconto massimo è dunque di 760 euro.

A chi spetta il bonus?

Complessivamente, quindi, per chi ha comprato un immobile da adibire ad abitazione principale nel 2023 accendendo un mutuo ipotecario e sostenendo i costi del notaio e dell’agenzia immobiliare, il bonus massimo previsto è di 1.710 euro, ipotizzando spese notarili e interessi passivi del mutuo superiori a 4mila euro.

La detrazione di imposta viene riconosciuta quando si compila la dichiarazione dei redditi.

Nel Quadro E vanno indicati i costi affrontati per acquistare l’abitazione principale, con tanto di documentazione che certifichi le spese sostenute ovviamente con mezzi di pagamento tracciabili: così facendo si ottiene un rimborso o uno sconto di impostanel conguaglio del Modello Redditi o in quello del 730.

 

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